Ho passato tutta la mia vita, fino ad ora che ho 28 anni, tra i miei monti emiliani. I miei monti corrispondono alla mia infanzia, alla mia adolescenza e a questa parte di vita adulta. Ero lì prima ancora di nascere, ho delle foto di mia madre con la pancia, al fiume che prende il sole, ero già lì in quel pase, sentivo già l'odore della legna nel camino. E' il posto più importante della mia vita, è il posto della persona più importante della mia vita, è la sua casa, quella dove ha vissuto con i miei bisnonni, è la casa dove io e mio fratello e i miei cugini siamo cresciuti. E' il posto dove ho imparato a non avere troppa paura, è il posto dove da cittadina prendevo le sembianze locali, giocando con gli amici figli di contadini, andando a fare il fieno - prima di divenire allergica -, dove mi buttavo dalla collina con il telo, dove ho calpestato terra e cacche e dove non mi sono mai schifata di entrare in stalla per accarezzare e farmi leccare dai vitelli e dalla quale ovviamente uscivo non profumatissima e pulita, ma ero piccola e non me ne fregava niente sono sufficentemente grande e non me ne frega un cazzo lo stesso. E' il posto che raggiungo sempre volentieri, 400km destinazione Fiumalbo e casa mia "Monticelli", unica casa immersa nel verde, unica casa senza strada asfaltata, solo sentieri, unica casa senza telefono, senza televisione, senza lavatrice e lavastoviglie, unico posto al mondo che amo più di Londra - e chi mi conosce sa quanto amo the Uk -. Io amo quel posto, perchè non ho foto dove io non sia lì, non ho ricordi che non siano legati a quel posto, persino il sosia di mio nonno l'estate che era morto. E' il posto dove ho imparato a non avere modi da bimbetta viziata e di città, sono cresciuta con ragazzi semplici, che vivono li, che hanno sempre fatto il loro dovere di bambini a scuola e allo stesso tempo l'estate lavorato i campi con i genitori, perchè altrimenti chi lo fa? Ho imparato il rispetto per il prossimo, ho visto l'amore che mio nonno aveva per quel posto e che io adoro ugualmente. La mia casa che ha visto, noi crescere e alcuni morire, le finestre che mi fanno vedere solo alberi e monti, la mia stanza - quella del nonno- dove lui c'è e ci sarà sempre, lo vedo ancora la mattina presto che si prepara il tea, che si lava alla fontanina fuori con l' acqua fredda, lo vedo ancora a 90 anni fare i sentieri in salita, andare a concimare, a tagliare la legna, a giocare a carte con me, a ridere e a farmi prendere in giro. Sei il posto più bello per me, sei i miei ricordi, sei mio nonno, perchè è lui che l ha rimessa in piedi, che ha rifatto tutto dentro, con l'aiuto dei figli, ovviamente, però c'è la nostra vita, c'è la sua vita e io al solo pensiero che molto probabilmente sarai venduta, preferirei buttarti giù, distruggerti, perchè il solo pensiero che qualcun'altro si aggirerà li dentro preferirei morire, non essere più io a salire quelle scale, ad accendere l'economica, a stare seduta lì fuori a godermi le stelle, il fresco e tutto il resto credo proprio che non lo sopporterei.
| >> DEPECHE MODE at Wembley Arena in London on SUN, 02/04/2006. Doors open at 18:30, show starts at 19:30 If you've ordered tickets online from Whatsonwembley.com, you can track their progress to your front door. To track your order, please Click Here |
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Questo al Wembley
| Settore | Prezzo |
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Settore B Intero Web numerato |
€ 41,40 |
Anello C Intero Web non numerato |
€ 34,50 |
Parterre Intero Web non numerato |
€ 34,50 |
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| Canali di vendita: | Stato di vendita | ||
| On Line | ![]() |
Posti esauriti | |
| Punti Vendita TicketOne | ![]() |
Posti esauriti | |
Questo al Forum d'Assago
Per questo motivo si vola a Londra!!!! Visto che alla fine il costo del biglietto in sterline è di 50 euro circa e sapendo che con la ryanair il biglietto non viene molto mi sembra doveroso andare.
Sul Timeout di Londra ho letto - ma ricontrollerò - che faranno in quel del Wembley arena nella primavera 2006 un concerto, ne faranno uno anche a Milano prossimamente credo ad ogni modo ovunque sarà stavolta ci vado...i depeche sono i depeche
Mejor te guardas todo eso
A otro perro con ese hueso
Y nos decimos adios
No puedo pedir que el invierno perdone a un rosal
No puedo pedir a los olmos que entreguen peras
No puedo pedirle lo eterno a un simple mortal
Y andar arrojando a los cerdos miles de perlas
Non so se il passo è breve dal blog fatto di pensieri, parole, opere e omissioni al blog fotografico, però siamo in parecchi.
"Gradisce una tazza di tea?"
Un risveglio, lontano anni luce dal suo quotidiano, una tazza di tea, da quanto tempo non si sentiva fare questa domanda. La tua vita è racchiusa in una tazza di tea. Ancora avvolta nel tepore delle sue coperte,sollevandosi e sedendosi accettò con piacere. Il vassoio posato sulle ginocchia, la tazza bianca immacolata stava per ricevere quella bevanda così gradita. Nell'esatto momento in cui versò le prima gocce si diffuse per tutta la stanza il profumo di quella miscela di erbe, limone, arancio e lime. Il bordo della tazzina si imperlò di vapore era caldo, ma non bollente ne inspirò il profumo. Ne inspirò un profumo antico, blando e piacevole come quando si apre una scatola nascosta per anni che racchiude in se mistero, profumi di altre terre e ricordi di altri tempi. Bussarono alla sua porta, si presentò nuovamente la vecchina di prima per vedere se era tutto ok e se voleva qualche altra cosa. Finita la sua colazione andò in bagno fece una doccia rigenerante, si vestì e uscì. Fuori l'aria era fredda, per qualche minuto rabbrividì, sprofondò le mani nelle tasche e cominciò a camminare avvolta in un silenzio che quasi le faceva scoppiare le oreacchie da quanto non era abituata. In una cittadina così, la mattina presto in giro c'è veramente poca gente,solamente chi sta andando a lavorare, però era un'abitudine svegliarsi presto e uscire altrettanto presto in città lei lavorava, ma anche in vacanza non le riusciva a fare diversamente. Anche se tutta in discesa la strada per arrivare al mare l'aveva riscaldata, c'erano ancora le luci dei lampioni lungo la strada accesi e qualche macchina che passava per il resto silenzio. Tutti i negozi erano chiusi, anche il pier con i suoi locali e bar era ancora chiuso, ma sul lungo mare le panchine erano tutte a sua disposizione e si mise a sedere, il freddo le inumidiva il naso, tirò più su la sciarpa, calò bene il cappello e si mise a sedere. Che bello, il mare lambiva ormai la spiaggia, in inverno c'erano giornate in cui la spiaggia spariva, per quanto venivano forti le onde. Quanto tempo era passato dall'ultima volta, davanti a se era tutto compatto si poteva non distinguere più il mare dal cielo, nonostante tutto era rilassata. La sua giovinezza per un periodo l'aveva passata lì, poi c'erano state altre esperienze, altri luogi, altri giri di boa, però quel posto era rimasto scolpito nella testa e nel cuore e le sembrava di essere mancata solo per pochi giorni, non per tutti quegli anni. Accese una sigaretta inspirò profodondamente e buttò fuori...era passato troppo tempo, non era un film dove si arriva in tempo, che si riesce a parlare con quella persona prima che se ne vada o magari nel peggiore dei casi, quando si crede di aver perso l'unica speranza rimasta l'altro è lì perchè anche lui ci ha ripensato. Finita la sigaretta, rimase seduta ancora per qualche minuto si alzò, andò nell'unico bar aperto e si fece fare un altro tea, non aveva lo stesso profumo di quello della vecchina, era un semplice breakfast tea, uscì dal locale, tornò al suo albergo, prese il suo trolley e tornò in in stazione, lasciando che il mare coprisse definitavamente la spiaggia e che piano piano sparisse dalla sua vista. La tua vita è racchiusa in una tazza di tea.
Caro diario, (anche se poi non mi è mai piaciuto scrivere sta cosa)
penso di averne avuto uno e anche più di uno ma più crescevo, più lo scopo era diverso, dagli scarabocchi da piccola per sentirmi grande, a quello che usavo per disegnare - o ci provavo -, a quello dove mi sfogavo disperata - in alcuni casi - per quello che non andava. Credo che l'unico unico diario con tanto di chiavetta, quindi il classico diario segreto me lo abbiano regalato a 9 anni per un mio compleanno e di Puccy la cagnetta rosa. Dopo di che ho usato sempre e solo agende o quaderni, ma anche solo per prendere appunti, sfogare la fantasia e cazzeggiare...C'è nello scrivere un modo di lasciar correre i pensieri, le idee e i sogni che non ha freni nè remore, certo quando si tratta di scrivere qui, magari gli si dà una forma diversa, a volte si tolgono cose, per metterle in una forma più carina o comunque si rende la "cosa" più sensata e non grezza. A volte questo infinito spazio bianco dove scrivo mi sembra troppo vasto, a volte mi sembra che potrei riempirlo tutto e oltre, perchè ci sono dei momenti in cui non farei altro per ore, tanto stancarmi le dita non mi riesce è il mio lavoro scrivere al pc per ore, è solo che poi rileggo e taglio e ricucio, magari accorcio da una parte e metto dall'altra. Sono tornata da 3 giorni e come al solito la testa è ancora lì a riposo, ma non è tanto quello che ancora mi "tormenta" diciamo così, è il tempo che passa e ne è passato tanto, di cose da fare ce ne sono ancora tante di cose che avrei potuto fare penso di averne perso il conto e per quanto non mi piaccia poi stare a rimuginare sul passato, visto che secondo me quando si fanno delle scelte o quando si rinuncia a delle cose per altre ci deve essere stato un buon motivo, non riesco a non pensare a come sarebbe ora se...se tutto fosse andato diversamente. Se guardo indietro a volte vedo una scia lunga contrassegnata da tanti sart e stop dopo pochi metri o magari dopo tanti kilometri, a volte non vedo niente, a volte vedo delle cosette. Mi piacerebbe per un attimo fermare il tempo scorrere la pellicola e riposizionarmi in un punto per poi agire diversamente. Ma così non è, e allora le maniche si tirano un altro pò su, si tira un bel sospirone e si procede, con la speranza che prima o poi tutto giri regolare. La mano non me l hanno ancora letta però le carte sì che ci si creda oppure no.
When you touch me,
I feel there's nothing you can do to turn me away,
And I know that,
In the past you've had bad luck so I should help you stay.
You're all I ever wanted,
You're all I ever needed, it's you,
You're all I've ever wanted,
And loving you's the right thing to do,
And I'll see it through.
When I close my eyes,
And think of you it takes me places that I've never seen,
And the rain, it blows,
You're brushing up against my skin to wash me clean.
You're all I ever wanted,
You're all I ever needed - it's you,
You're all I've ever wanted,
And loving you's the right thing to do,
And I'll see it through.
I'll show you the love in my head,
I'll show you the love that we had,
I'll show you the love in my head,
I'll show you the love that we had.
You're all I ever wanted,
You're all I've ever needed, it's you,
You're all I've ever wanted,
And loving you's the right thing to do.
You're all I ever wanted,
You're all I've ever needed, it's you,
You're all I've ever wanted,
And loving you's the right thing to do,
And I'll see it through.
Summer 2005
C'è una canzone di Brian Adams, che mettono sempre all' O Neill's pub di londra - summer 69 - riveduta e corretta da me in London summer 2005. Ebbene sono finite le mie vacanze, però devo dire che a parte qualche momento di ansia dovuto alle bombe di Londra prima della partenza , ero certa e stra sicura che non ci sarebbe successo nulla. La Gran Bretagna è la mia terra, in nessun altro posto mi sento a casa come lì, ma la cosa di più enorme piacere, anche se per poche ore, è stato tornare ad Hastings il sabato precedente alla partenza e rivedere Lourival. Sono 10 anni che ci conosciamo io ne avo 18 e lui 26 nel lontano 1996, eppure ogni volta che ci si incontra, anche dopo anni, è come esserci lasciati da qualche mese. E' il mio più caro amico veramente, e quella giornata è stata di completo relax e divertimento, con un perfetto brazilian/english bbq fatto nel giardino di casa di Andersen o Anderson??? un ragazzo svedese,che se non ho capito male insegna anche lui all'EF. Ci siamo divertite, ottimo bbq a base di cus cus, beef, chicken, pork and corn, in una casetta che era veramente quella dei miei sogni, nella old town di Hastings, due finestre altro non erano che le vetrine di un negozio, essenziale, però nel mio stile, pavimento di legno e quel giardino interno che era la fine del mondo. Poi abbiamo fatto una bella passeggiata lungo mare dove la bassa liberava metri e metri di spiaggia e ho portato Flavia al Pier, che a me è sempre piaciuto era quasi il tramonto, molti negozi all'interno del pier erano chiusi, però c'erano ancora le sdraie e quel bel vento che ricordavo, che a me piaceva moltissimo, ma ero l'unica. C'è stato un momento quando eravamo sedute sulle panchine del lungo mare, che mi è venuta molta malinconia, per tante cose in questi 10 anni che sarebbero potute andare diversamente e c'è stato un momento in cui stranamente ho preso coscienza di una cosa successa l'11 agosto, ovvero che mio zio è morto ancora non ci avevo pensato a fondo, però quando ero lì seduta che guardavo il mare e me ne sono tristemente resa conto. L'assenza della quotidianità e l'effettiva mancanza per sempre. Poi dopo un pò abbiamo ripreso il cammino, sono passata a salutare 2 signori italiani che hanno un locale li ad Hastings, dove Lourival ha lavorato per un bel periodo e ci siamo diretti alla stazione di St. Leonard on Sea. Sono stata bene, sono stata davvero davvero bene. Lourival dovrebbe venire in Italia e non vedo l'ora per quanto andrà a Torino, ma sempre comunque in Italia.